(FRAZ. CASCIA - PERUGIA - ITALIA)
LA PASQUARELLA Chi frequenta o ha frequentato la Valnerina ha sicuramente sentito parlare della Pasquarella, una antica tradizione religiosa diventata col tempo una manifestazione del folklore popolare. Si tratta di una festa che si protrae dal 2 al 6 gennaio impegnando gran parte della popolazione avenditana. I primi giorni del nuovo anno un gruppo eterogeneo costituito da giovani, anziani, adulti e bambini, si reca nei paesi vicini narrando, sotto forma di canto, temi che richiamano l'atmosfera del Natale appena trascorso, del presepe, dell'apparizione della stella cometa, la consegna dei doni dei Magi, l'arrivo del nuovo anno. Il canto, per tradizione, viene compensato con l'offerta di doni ed è accompagnati dal suono di organetti, caccavelle e tamburelli. Il 6 gennaio, ultimo giorno di Paquarella, la festa ha luogo ad Avendita e coinvolge tutti gli abitanti del paese, nessuno escluso, impegnati a rifocillare i cantori con tanto cibo e altrettanto vino. I nostri genitori facevano quello che noi facciamo adesso, seppur con qualche differenza di non poco conto: gli spostamenti avvenivano solo a piedi, senza l'impiego di mezzi di trasporto, mentre i doni consistevano esclusivamente di prodotti commestibili. Testi di F. L. Testi delle Pasquarelle NU SIMU VINUTI 1 --- NU SIMU VINUTI 2 --- OGGI E’ QUELLA GIORNATA CE N’ IMO CANTENNO --- NEL PRESEPE --- PUNTEGGIATE AMICA STELLA COMPATITECI SIGNORI --- ECCO PASQUA EPIFANIA LE TRADIZIONI Canto a "Fiju/a maschiu/femmina" La tradizione della cantata a “fiju maschiu” è stata ripresa circa venti anni fa dopo un periodo di oblio. Si tratta dei festeggiamenti che si tengono in occasione della nascita di un bambino o di una bambina. In origine, però, riguardava soltanto i nati di sesso maschile. I nostri nonni ricordano che per i maschi era tradizione tagliare il prosciutto, per le femmine soltanto la “spalletta” (la spalla del maiale). Il motivo risiede molto probabilmente nel fatto che i figli maschi erano avviati molto presto al lavoro dei campi, fornendo un prezioso aiuto alle famiglie. Naturalmente, questa distinzione non esiste più da tempo e la nascita dei bambini, maschi o femmine che siano, è un' ottima occasione per festeggiare.
Ad Avendita la Messa di Ferragosto si tiene all'aperto, all'esterno di una minuscola chiesa, la “Madonna di Viezzu”, che prende il nome dal luogo in cui è ubicata. La chiesa si trova in una piccola radura a poco più di mezz'ora di cammino dal paese ed è raggiungibile attraverso una strada sterrata che taglia campi e boschi. La Messa ha inizio alle ore 7. Dopo la cerimonia religiosa i fedeli raggiungono un luogo poco distante, nei pressi di una fonte d'acqua, dove fanno colazione con panini e vino.
Presepe vivente Da tre anni, prima del Natale, grazie all'iniziativa della maestra della locale scuola elementare, si tiene ad Avendita un presepe vivente, che coinvolge tutti gli abitanti non solo nella predisposizione delle numerose scene disseminate lungo le stradine del paese ma anche come veri e propri attori. Questa manifestazione è seguita anche da un numeroso pubblico proveniente dagli altri paesi. Nel 2006 le telecamere della Rai hanno dato lustro al nostro presepe. Testi di F. L.
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